Breast on Care

 Comunicato Stampa

 

Si stima che in Italia ci siano 190.500 casi si tumore alla mammella con un tasso di aumento dell’1,5 per cento rispetto all’anno precedente mentre la sopravvivenza supera l’88 per cento.

Cresce il numero dei casi, si consolida l’esperienza delle 13 Breast Unit presenti in Regione Puglia che si occupano della presa in carico delle donne e degli uomini affetti da tumore alla mammella, e aumentano le possibilità di cura: è di novembre l’autorizzazione per l’uso di nuovi farmaci per la gestione dei tumori metastatici della mammella.

A Bari si è tenuto in intenso e ricco evento sulle Breast Unit, “Breast on care” organizzato da Sanitanova con il contributo non condizionante di Gilead e Seagen.

Ad aprire i lavori è stato Giovanni Gorgoni, Direttore Generale AReSS Puglia: “La Rete Oncologica Pugliese di cui le Breast Unit sono il primo nucleo ha compiuto 5 anni e siamo a un giro di boa molto importante da un punto di vista organizzativo – ha dichiarato – lavoreremo sulla stesura del Piano oncologico regionale, sulla revisione della rete della consulta che deve essere più inclusiva e sui gruppi integrati di patologia nonché sulla introduzione del Prems e dei Proms per la valutazione continua degli esiti e dell’esperienza del paziente”.

Giammarco Surico, Coordinatore regionale della Rete Oncologica, ha sottolineato che proprio sulla cura del tumore alla mammella stiamo vivendo un momento di fermento: “l’introduzione di nuovi farmaci soprattutto per la gestione terapeutica delle seconde e terze linee, le fasi più delicate nei tumori metastatici ci deve trovare pronti anche da un punto organizzativo per gestire al meglio anche questa fase – ha sottolineato Surico – dobbiamo essere in grado di guidare le donne e gli uomini con tumore alla mammella anche nelle fasi più importanti della malattia”.

L’evento ha permesso un importante momento di confronto tra referenti oncologi delle Breast Unit di Puglia che hanno sottolineato l’importanza della multidisciplinarietà della gestione del tumore alla mammella nonché la necessità di avere una organizzazione per hub e spoke (centri di riferimento e centri satellite): nella misura in cui vivono di collaborazione continua, gli hub e gli spoke garantiscono al paziente prossimità e appropriatezza delle cure.

Nella Regione Puglia è in corso anche un importante lavoro di accreditamento delle Breast Unit: “l’accreditamento consente un miglioramento continuo non solo organizzativo ma anche gestionale – ha detto il referente AReSS Puglia Domenico Lagreca – andremo verso l’accreditamento anche dei Pdta, percorsi diagnostico-terapeutici, strumenti di guida per il paziente e di gestione ottimale della malattia per i clinici”.

All’evento ha partecipato anche Rosanna D’Antona, Presidente Europa Donna Italia: “La Puglia sta seriamente lavorando alla inclusione del paziente esperto nei percorsi di cura – ha sottolineato – la nostra collaborazione e la nostra attenzione saranno costanti perché il paziente deve essere sempre di più parte integrante dei percorsi di assistenza. Serve un cambio di passo culturale, ma stiamo sulla strada giusta”.

Gli ambiti di confronto sono stati diversi: Patrizia Nardulli, Dirigente farmacista dell’Istituto Oncologico di Bari, ha ricordato che solo di recente in oncologia sono state introdotte 7 nuove molecole in oncologia, Laura Orlando, oncologa del Perrino di Brindisi, ha sottolineato come la cronicizzazione della patologia determini anche una diversa visione della stessa da parte dei clinici mentre Elio Rossi ha raccontato l’esperienza della Toscana dove sono attivi centri di cura complementari attraverso i quali si stanno ottenendo ottimi risultati.

Significativo è stato anche il contributo degli psiconcologi Dario Loparco e Francesca Romito: “La nostra presenza nei percorsi oncologici deve crescere – hanno sottolineato – abbiamo il dovere di dare supporto qualificato e duraturo ai pazienti oncologici ma anche ai caregiver il cui ruolo è fondamentale. Bisogna investire su questo tema, bisogna crederci e fare in modo che la presenza degli psiconcologi non sia sporadica ma costante”.

 

Ufficio Stampa Sanitanova

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